Visita medica specialistica

2018-08-01

Il fenomeno del russare nel sonno, ovvero scientificamente la roncopatia, è molto diffuso. Circa la metà degli adulti sani russa di tanto in tanto, mentre fino al 25% russa abitualmente.


ll suono è generato da una parziale ostruzione delle vie respiratorie e proviene in genere dal palato molle e dai tessuti della bocca, naso o gola, che vibrano sotto l’effetto del flusso dell’aria, con forte rumorosità, ed a volte è accompagnato da disturbi della respirazione o da sonno disturbato.


Russare non è solo un disturbo per chi dorme vicino ma può comportare un insufficiente riposo notturno, una sensazione di affaticamento durante il giorno e persino mal di testa.

Il russamento abituale può comportare sonnolenza diurna e scarsa concentrazione anche in situazioni di rischio (guida di auto o macchinari).


In molti casi il russamento è un segno o campanello d’allarme di una patologia più grave, la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS Obstructive Sleep Apnea Syndrome).


Questa sindrome è caratterizzata da ripetuti episodi di occlusione delle vie aeree superiori durante il sonno che comportano brevi microrisvegli inconsapevoli e continui e riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue.


Russare, cause più frequenti:

- Sovrappeso e obesità: secondo gli studiosi di roncopatia, una persona che aumenta il proprio peso del 10% tende a peggiorare nel russare ben del 50% ed a sviluppare fenomeni di apnea di notte.

- Età: dai 40 anni cala il tono muscolare dei tessuti della gola che entrano più facilmente in vibrazione al passaggio dell’aria.

- Difficoltà respiratorie dovute a particolari condizioni strutturali anatomiche, congenite o da patologie acquisite

– traumi, infezioni, infiammazioni: per esempio raffreddore, “naso chiuso”, rinite sinusite, ingrossamento delle adenoidi, deviazioni del setto nasale.

- Allergie

- Fumo

- Ernia iatale

- Reflusso gastroesofageo

- Posizione scorretta durante il sonno

- Farmaci

- Alcol.


Russamento e apnea

Secondo le stime fornite dall’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri, chi va in apnea notturna ha un rischio di:

- Andare incontro a ictus quasi 4 volte superiore al normale;

- La probabilità di sviluppare ipertensione è due volte e mezzo più alta

- La probabilità di ammalarsi di diabete raddoppia.

Inoltre, chi è affetto dalla sindrome delle apnee notturne è spesso afflitto da senso di affaticamento e da sonnolenza diurna, che causa un maggior rischio di essere coinvolti in incidenti lavorativi e stradali.


COME SI FA A CAPIRE SE SI SOFFRE DI APNEE NEL SONNO?

I sintomi più comuni a cui fare attenzione sono:


Durante la notte: russamento, pause respiratorie, sonno con frequenti risvegli, risvegli con sensazione di soffocamento, necessità di minzione notturna e sudorazione notturna.

Durante il giorno: stanchezza al risveglio, scarsa concentrazione, deficit di memoria, mal di testa mattutini, disturbi dell’umore ed eccessiva sonnolenza diurna (narcolessia).


A fronte dei sintomi riferiti dal paziente e dal partner, il medico in seguito ad esami specifici e misurazioni strumentali, come la polisonnografia, può effettuare la diagnosi di apnee notturne e stabilire la corretta terapia da seguire.

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